Di Cosimo Massaro
Verso l’Equilibrio del Mondo Multipolare e la Gestione delle Sovranità
PECHINO
L'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping non è stato solo un vertice bilaterale, ma l'affermazione plastica di una nuova realtà geopolitica. Il presidente USA possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che è stato accolto in "pompa magna" al suo arrivo in Cina. Ciò che sta accadendo conferma quanto vado sostenendo da tempo: il tramonto definitivo dell'unipolarismo a guida globalista e la nascita di un Nuovo Mondo Multipolare fondato sul pragmatismo e sul riconoscimento reciproco delle aree di influenza. Pertanto, non avendo la sfera di cristallo per prevedere il futuro su come si svolgeranno i tempi a venire del mondo multipolare, però di una cosa sono certo dal momento che questo vecchio mondo globalista usurocratico lo conosco bene, non vedo l'ora che crolli definitivamente. Meglio un mondo in equilibrio con più superpotenze che un mondo dove ne domina incontrastata solo una, cioè quella globalista del NWO.
Il Trionfo della Realpolitik e delle Sfere d'Influenza
Questo incontro segna il passaggio da una contrapposizione ideologica distruttiva a una gestione compartimentata del potere globale. Le tre superpotenze, Cina, Russia e Stati Uniti stanno agendo per stabilizzare i propri quadranti, definendo confini chiari entro i quali esercitare la propria sovranità. In questo contesto, il dialogo tra Trump e Xi dimostra che è possibile una convivenza basata sulla forza e sul rispetto degli spazi altrui. Trump, con il suo approccio "America First", sta riportando gli Stati Uniti nel loro alveo naturale, permettendo contemporaneamente a Pechino e Mosca di consolidare i propri interessi regionali. È la fine del caos globale e l'inizio di una stabilità basata sul bilanciamento dei pesi, lontano dalle interferenze del passato.
La Questione di Taiwan: Sovranità e Gestione Regionale
Un punto focale del vertice è stato il dossier Taiwan. In linea con la visione di un mondo diviso in aree di influenza, il Presidente Xi Jinping è stato estremamente esplicito, riaffermando che la gestione dell'isola è una priorità nazionale assoluta. La questione di Taiwan è al centro degli interessi fondamentali della Cina che non tollererà interferenze esterne. Xi ha fatto capire che la gestione del proprio territorio è una questione di sovranità e ha apprezzato la comprensione della nuova amministrazione americana nel riconoscere che ogni grande potenza deve avere il controllo della stabilità nella propria regione. Quindi la volontà di Pechino è quella di procedere verso una riunificazione o, quantomeno, una gestione diretta dell'isola, trovando un interlocutore a Washington più incline a rispettare i confini delle rispettive zone di competenza rispetto ai precedenti governi globalisti. Un accadimento che avevo già previsto in anticipo che per quanto mi riguarda era assolutamente scontato, nella logica della “Realpolitik”.
Dichiarazioni di Stima e Cooperazione
L’atmosfera di Pechino ha riflesso questa nuova consapevolezza. Il Presidente Trump ha descritto i colloqui come "estremamente positivi", sottolineando la necessità di un dialogo diretto: "Il Presidente Xi e io abbiamo instaurato il rapporto più solido che due leader di questi Paesi abbiano mai avuto. È un grande leader e la Cina è un grande Paese. Riconosciamo i rispettivi ruoli nel mondo e, collaborando, possiamo garantire una pace duratura basata sulla stabilità reciproca e sul rispetto delle priorità di ciascuno."
I Pilastri del Nuovo Ordine
L'accordo raggiunto conferma questa spartizione ordinata:
Cooperazione Economica: Trump ha annunciato che la Cina ha accettato l'ordine di 200 jet Boeing, una mossa che garantisce ossigeno all'industria americana senza interferire con lo sviluppo tecnologico interno cinese.
Investimenti e Tecnologia: La presenza di leader del calibro di Elon Musk e Jensen Huang (Nvidia) conferma che l'interscambio commerciale continua, ma sotto nuove regole che rispettano la sicurezza nazionale di ciascun polo.
Sicurezza Geopolitica: Il riconoscimento delle rispettive zone di interesse è stato il tema centrale, con l'apertura di canali diretti per prevenire attriti, permettendo a ogni potenza di gestire la propria area senza interferenze esterne.
Conclusioni: La Fine della Contrapposizione
Come ho sempre sottolineato, la contrapposizione totale è un retaggio del passato che non serve a nessuno. Il brindisi di Trump ai "legami duraturi tra il popolo americano e quello cinese" non è solo diplomazia, è il riconoscimento che il mondo non è più unificato sotto un unico comando, ma si regge su più pilastri. Mentre l'invito a Xi Jinping alla Casa Bianca per il prossimo autunno formalizza questo nuovo corso, resta evidente che il 2026 segna l'anno in cui il multipolarismo è passato da teoria a pratica di governo mondiale. Le tre superpotenze hanno iniziato a parlare il linguaggio della realtà, garantendo una pace che nasce dal reciproco riconoscimento della forza. Quindi i veri sconfitti risultano essere i globalisti luciferini con le loro sedi principali collocate qui in Europa, la grande assente dai nuovi assetti globali. E l'Italia ? Staremo a vedere, per ora rimane incastrata nei vincoli colonialistici del potere usurcratico di stampo anglo-franco-kazaro-askenazita.

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