giovedì 15 gennaio 2026

LA GERARCHIA DELLE CORPORAZIONI COME ARGINE AL POTERE GLOBALISTA

Di Cosimo Massaro 

L'Ascensione al Rango di Maestro 

Se il primo pilastro della nostra indagine è stato comprendere l'anima cristiana delle Corporazioni, il secondo deve essere l'analisi della loro struttura. Mentre la dittatura europea odierna ci vuole tutti uguali nel basso — atomi indistinguibili e interscambiabili al servizio del consumo — la civiltà delle Corporazioni offriva un percorso di elevazione. Questa gerarchia non era un gioco di potere, ma una scala verso la perfezione, l'esatto opposto della piramide finanziaria del potere globalista luciferino.

1. L’Apprendistato: Il Discepolato fuori dal Debito

Alla base della Corporazione non c'era un "numero di matricola", ma l'Apprendista. In un mondo non ancora avvelenato dall'usurocrazia, il giovane che entrava in bottega non firmava un contratto di debito per la sua istruzione. Il suo era un giuramento di lealtà. In questo stadio, il baratto del sapere era totale: il giovane offriva la sua forza e la sua obbedienza in cambio della protezione e della sapienza del Maestro. Era un rapporto sacro, specchio del discepolato cristiano, dove il Maestro si assumeva la responsabilità della crescita non solo professionale, ma morale del fanciullo. Qui si formava l'uomo, prima dell'artigiano, rendendolo impermeabile alle lusinghe del materialismo.

2. Il Compagno: La Libertà nel Lavoro Organico

Terminato il primo ciclo, l'allievo diventava Compagno. In questa fase, l'artigiano "divideva il pane" con il Maestro. Era un uomo libero, ma inserito in un corpo organico. A differenza del precariato imposto dall'usurocrazia, il Compagno godeva della protezione della Corporazione: il suo salario era il "giusto prezzo" del suo sudore, stabilito per legge divina e sociale affinché l'usura non potesse intaccare la sua dignità. Molti Compagni intraprendevano il "viaggio", spostandosi tra le città europee per apprendere nuove tecniche. Era una rete di scambio che univa l'Europa sotto il segno della Croce e del mestiere, senza bisogno di burocrazie centralizzate o monete a debito. Il sapere circolava liberamente perché apparteneva a Dio e alla Corporazione, non ai brevetti delle multinazionali globaliste.

3. Il Capolavoro: La Vittoria dello Spirito sulla Materia

Il culmine del percorso era la creazione del Capolavoro. Per diventare Maestro, il Compagno doveva presentare davanti ai Giurati della Corporazione un'opera che rasentasse la perfezione. Il Capolavoro non era solo un oggetto, ma la prova che l'artigiano aveva dominato la materia grezza attraverso la sua "Gnosi" (conoscenza) interiore. Era l'alchimia della creazione: trasformare il piombo della materia nell'oro della bellezza cristiana. Solo chi dimostrava tale elevazione poteva guidare altri uomini e aprire una propria bottega.

4. I Giurati e il Governo dell'Onore

Al vertice sedevano i Giurati (o Consoli), Maestri eletti che avevano il compito di vigilare sulla purezza della Corporazione. Il loro ruolo era quello di "difensori della fede" da un  mercato tendenzialmente cinico e materialista:

  • Punivano chiunque tentasse di introdurre pratiche usuraie.

  • Controllavano che la qualità dei materiali fosse eccellente, perché un prodotto scadente era un'offesa a Dio e al prossimo.

  • Gestivano la cassa comune, trasformando il profitto in assistenza per i membri più deboli.

Conclusione: La Gerarchia contro il Caos

Questa gerarchia era il vero incubo per il potere globalista luciferino, perché creava uomini sovrani, esperti e protetti. Nelle Corporazioni, un uomo non era mai solo; era parte di un ordine che partiva dalla bottega e arrivava a Cristo. Oggi, l'attuale dittatura europea ha distrutto questa scala sociale per sostituirla con una massa informe di salariati dipendenti da algoritmi e banche. Riscoprire la gerarchia delle Corporazioni significa reclamare il diritto di tornare a essere Maestri delle nostre vite, ricostruendo quell'ordine sacro che l'usura ha cercato di cancellare.

 



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