Di Cosimo Massaro
Lo smantellamento del "NGO-plex": 66 colpi al cuore del globalismo
Il
2026 segna il punto di rottura definitivo di un'epoca. Donald Trump
sta procedendo con uno smantellamento sistemico senza precedenti,
colpendo il cuore del potere globalista luciferino: quel reticolo di
organizzazioni sovranazionali e ONG che per decenni hanno agito come
uno "Stato profondo globale", calpestando la dignità, il
lavoro e la sovranità dei popoli. Chi pensava che le sue promesse
fossero semplice retorica elettorale sta assistendo oggi alla più
grande operazione di liberazione nazionale e internazionale dal
dominio dei banchieri.
L'8 gennaio 2026 segna il punto di non ritorno per il sistema delle burocrazie transnazionali. Con un atto che ha il peso di una cesura storica, Donald Trump ha firmato un Presidential Memorandum che dispone l'uscita immediata degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali. Di queste, 31 sono enti legati direttamente all'ONU, mentre 35 sono organizzazioni indipendenti che per anni hanno agito come terminali del potere globalista luciferino. Non si tratta solo di risparmio economico, ma di una vera e propria bonifica politica. Marco Rubio, il Segretario di Stato, è stato chiarissimo: Washington smetterà di utilizzare le ONG per veicolare gli aiuti all'estero. Questa decisione smantella il cosiddetto "NGO-plex", quel reticolo di organizzazioni non governative che, pur spacciandosi per umanitarie, sono state il braccio operativo per infiltrare nazioni sovrane, condizionare le politiche sanitarie e imporre l'agenda "woke" e migratoria.
Tra gli enti colpiti figurano:
- Agenzie ONU per il clima e la migrazione: definite dall'amministrazione come strumenti di propaganda ideologica contro la sovranità nazionale.
- Organismi di "Cooperazione Atlantica": strutture usate per mantenere l'Europa sotto una dittatura europea burocratica e servile agli interessi dell'usurocrazia.
- Fondi per la democrazia e lo sviluppo: spesso utilizzati per finanziare "rivoluzioni colorate" e destabilizzare governi non allineati.
Togliere i fondi e ritirare il riconoscimento a queste 66 organizzazioni significa prosciugare la palude in cui nuotano i parassiti del mondialismo. Gli aiuti e le relazioni torneranno a essere bilaterali, da governo a governo, eliminando gli intermediari che hanno usato il denaro dei contribuenti per costruire una gabbia globale. Come ho sempre sostenuto, senza l'ossigeno finanziario di Washington, questo apparato usurocratico è destinato a implodere, restituendo ai popoli la libertà di autodeterminarsi senza interferenze esterne.
