domenica 29 marzo 2026

TRUMP COINVOLTO IN UN CONFLITTO CHE NON VOLEVA ?

Di Cosimo Massaro 

Tucker Carlson  intervista Joe Kent dimessosi dalla carica di direttore del National Counterrorism Center.

In questo video, Tucker Carlson intervista Joe Kent, l'ex direttore del Centro Nazionale Contro il terrorismo, che ha recentemente rassegnato le dimissioni dall'amministrazione Trump. Il dialogo si concentra sui rischi di un conflitto con l'Iran e sulle dinamiche interne che guidano la politica estera statunitense.

​Ecco una sintesi dei punti principali emersi dalla conversazione:

​Il rischio di un conflitto con l'Iran

​Joe Kent spiega che un'eventuale guerra con l'Iran sarebbe estremamente sanguinosa. Nonostante la superiorità tecnologica e militare iniziale degli Stati Uniti, l'Iran è una civiltà antica e radicata che non verrebbe facilmente sottomessa [00:22]. Un coinvolgimento profondo nel Medio Oriente finirebbe per favorire la Cina, che vedrebbe gli Stati Uniti esaurire le proprie risorse economiche e militari, lasciando scoperto il fronte del Pacifico [01:13].

​L'influenza dei partner regionali

Secondo Kent, la decisione di intraprendere azioni militari è stata fortemente influenzata dai partner regionali, in particolare da Israele. Egli sottolinea che gli obiettivi tattici statunitensi (concentrati su siti missilistici e nucleari) differiscono da quelli israeliani, portando gli Stati Uniti in una posizione di partnership pericolosa in operazioni che potrebbero colpire bersagli non militari [02:02:16].

​Il ruolo della Cina come mediatore

​Carlson osserva che chiunque riesca a fermare il conflitto e a ripristinare i flussi energetici nel Golfo Persico assumerà il comando della regione. Se fosse la Cina a svolgere questo ruolo di mediatore, diventerebbe di fatto la potenza egemone nel Golfo [10:46].

venerdì 13 marzo 2026

LA SOVRANITÀ MONETARIA: L'ULTIMA TRINCEA CONTRO L'USUROCRAZIA

Articolo di Cosimo Massaro

Iniziamo con le Stato Note

La perdita della Sovranità Monetaria rappresenta oggi il furto più silenzioso e letale perpetrato ai danni del popolo italiano. Lungi dall'essere una mera questione tecnica per economisti, il controllo dell'emissione valutaria costituisce la radice stessa della libertà e della dignità di una nazione.

L'attuale sistema ha trascinato l'Italia in una trappola ben orchestrata: una vera e propria usurocrazia in cui il denaro, anziché essere uno strumento pubblico al servizio del bene comune, viene emesso a debito da entità private e centri di potere opachi.

Per scardinare questo meccanismo, è necessario uno step preliminare e concreto: l’emissione di Biglietti di Stato a Corso Legale, non emessi a debito, creati per nome e per conto del popolo sovrano. Tale emissione deve manifestarsi in ogni sua forma — cartacea, metallica ed elettronica.

In particolare, la versione elettronica dei Biglietti di Stato deve poter circolare capillarmente attraverso il circuito postale. Questa scelta non è casuale: l'utilizzo di un'infrastruttura pubblica interna permette di bypassare il circuito SWIFT, attualmente in mano ai poteri globalisti, garantendo che le transazioni nazionali restino protette da interferenze e sanzioni esterne.

lunedì 19 gennaio 2026

L’ULTIMATUM DI KARAGANOV: IL TRAMONTO DELLA DITTATURA EUROPEA E LA RISCOSSA DELL’EURASIA

Di Cosimo Massaro 

I Globalisti Non Temono Più Dio

L'intervista rilasciata da Sergey Karaganov a Tucker Carlson a gennaio 2026 non è solo un evento giornalistico, ma un punto di non ritorno che conferma e valida scientificamente ciò che sostengo da anni. Non siamo più di fronte a una semplice crisi diplomatica, ma a quello che Karaganov definisce apertamente lo scontro con la "fonte di ogni male nella storia dell'umanità": l'Europa della attuala élite usurocratica. In qualità di osservatore di questo processo di liberazione, vedo in queste parole la prova definitiva che il velo del potere globalista luciferino si sta finalmente squarciando.

Chi è Sergey Karaganov: La Mente dell'Eurasia ​Sergey Karaganov è uno dei più influenti politologi russi, presidente del Consiglio per la Politica Estera e la Difesa e consigliere del Cremlino. È l'architetto della "Dottrina Karaganov", che ha sancito la fine dell'illusione di integrarsi in un Occidente dominato dall'USUROCRAZIA. La sua voce è quella di una Russia che ha deciso di rompere con la "Dittatura Europea" per ritrovare la propria sovranità spirituale, ricalcando esattamente il percorso di analisi che ho tracciato tracciato in questi anni.

Il Fallimento dell'Elite e la "Dittatura Europea": Karaganov definisce i leader europei come "idioti morali". Questa dittatura europea è guidata dall'USUROCRAZIA, un sistema che vive "succhiando la rendita" e "il valore dei  soldi generato dai popoli". Egli attribuisce il degrado della classe dirigente alla pseudo-rivoluzione del 1968, che ha ucciso l'istruzione superiore e il pensiero critico, sostituendo il merito con la mediocrità, confermando quello che  evidenzio da anni, cioè il prosperare della "mediocrazia" affiancata dalla "tecnocrazia" (ess. Il duo Di Maio-Draghi) Queste élite, non avendo più paura della guerra, stanno spingendo il mondo verso il baratro per giustificare il proprio fallimento economico e politico.

giovedì 15 gennaio 2026

LA GERARCHIA DELLE CORPORAZIONI COME ARGINE AL POTERE GLOBALISTA

Di Cosimo Massaro 

L'Ascensione al Rango di Maestro 

Se il primo pilastro della nostra indagine è stato comprendere l'anima cristiana delle Corporazioni, il secondo deve essere l'analisi della loro struttura. Mentre la dittatura europea odierna ci vuole tutti uguali nel basso — atomi indistinguibili e interscambiabili al servizio del consumo — la civiltà delle Corporazioni offriva un percorso di elevazione. Questa gerarchia non era un gioco di potere, ma una scala verso la perfezione, l'esatto opposto della piramide finanziaria del potere globalista luciferino.

1. L’Apprendistato: Il Discepolato fuori dal Debito

Alla base della Corporazione non c'era un "numero di matricola", ma l'Apprendista. In un mondo non ancora avvelenato dall'usurocrazia, il giovane che entrava in bottega non firmava un contratto di debito per la sua istruzione. Il suo era un giuramento di lealtà. In questo stadio, il baratto del sapere era totale: il giovane offriva la sua forza e la sua obbedienza in cambio della protezione e della sapienza del Maestro. Era un rapporto sacro, specchio del discepolato cristiano, dove il Maestro si assumeva la responsabilità della crescita non solo professionale, ma morale del fanciullo. Qui si formava l'uomo, prima dell'artigiano, rendendolo impermeabile alle lusinghe del materialismo.

L’ ALCHIMIA E LA GRANDIOSITÀ DELLA CIVILTÀ CRISTIANA: CORPORAZIONI E GILDE

Di Cosimo Massaro 

Le Corporazioni contro l’Artiglio dell’Usurocrazia

Mentre osservo le macerie spirituali dell'Europa moderna, mi rendo conto di quanto la narrazione dominante sia mendace. La bellezza che ci circonda è il frutto di una civiltà che metteva Cristo al centro di ogni manufatto. È questo sistema sociale e spirituale che il potere globalista luciferino ha dovuto distruggere per poter imporre il proprio dominio. Quel sistema era il modello delle Gilde e delle Corporazioni.

​Le Radici: Gilde del Nord e Corporazioni Italiane nel nome di Dio.

Il tessuto dell'Europa medievale era protetto da un'organizzazione del lavoro basata sulla carità cristiana e non sullo sfruttamento. Al Nord fiorirono le Gilde, mentre in Italia questo modello raggiunse il suo apice politico con le Corporazioni (le Arti). La differenza pratica è fondamentale: in Italia le Corporazioni divennero l’ossatura del Comune Cristiano. Il potere non apparteneva a tecnocrati anonimi, ma a uomini che prestavano giuramento sui Vangeli all'interno della propria Corporazione. Era il trionfo della realtà sulla speculazione; un mondo dove l’usurocrazia era bandita proprio perché contraria alla legge di Dio e agli statuti corporativi.

​L'Economia del Sapere: Il Discepolato nelle Corporazioni

giovedì 8 gennaio 2026

IL CROLLO DELL’USUROCRAZIA: TRUMP SMANTELLA IL SISTEMA GLOBALISTA ?

 
Di Cosimo Massaro  

Lo smantellamento del "NGO-plex": 66 colpi al cuore del globalismo
Il 2026 segna il punto di rottura definitivo di un'epoca. Donald Trump sta procedendo con uno smantellamento sistemico senza precedenti, colpendo il cuore del potere globalista luciferino: quel reticolo di organizzazioni sovranazionali e ONG che per decenni hanno agito come uno "Stato profondo globale", calpestando la dignità, il lavoro e la sovranità dei popoli. Chi pensava che le sue promesse fossero semplice retorica elettorale sta assistendo oggi alla più grande operazione di liberazione nazionale e internazionale dal dominio dei banchieri. 

​L'8 gennaio 2026 segna il punto di non ritorno per il sistema delle burocrazie transnazionali. Con un atto che ha il peso di una cesura storica, Donald Trump ha firmato un Presidential Memorandum che dispone l'uscita immediata degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali. Di queste, 31 sono enti legati direttamente all'ONU, mentre 35 sono organizzazioni indipendenti che per anni hanno agito come terminali del potere globalista luciferinoNon si tratta solo di risparmio economico, ma di una vera e propria bonifica politica. Marco Rubio, il Segretario di Stato, è stato chiarissimo: Washington smetterà di utilizzare le ONG per veicolare gli aiuti all'estero. Questa decisione smantella il cosiddetto "NGO-plex", quel reticolo di organizzazioni non governative che, pur spacciandosi per umanitarie, sono state il braccio operativo per infiltrare nazioni sovrane, condizionare le politiche sanitarie e imporre l'agenda "woke" e migratoria.

​Tra gli enti colpiti figurano:

  • Agenzie ONU per il clima e la migrazione: definite dall'amministrazione come strumenti di propaganda ideologica contro la sovranità nazionale.
  • Organismi di "Cooperazione Atlantica": strutture usate per mantenere l'Europa sotto una dittatura europea burocratica e servile agli interessi dell'usurocrazia.
  • Fondi per la democrazia e lo sviluppo: spesso utilizzati per finanziare "rivoluzioni colorate" e destabilizzare governi non allineati.

​Togliere i fondi e ritirare il riconoscimento a queste 66 organizzazioni significa prosciugare la palude in cui nuotano i parassiti del mondialismo. Gli aiuti e le relazioni torneranno a essere bilaterali, da governo a governo, eliminando gli intermediari che hanno usato il denaro dei contribuenti per costruire una gabbia globale. Come ho sempre sostenuto, senza l'ossigeno finanziario di Washington, questo apparato usurocratico è destinato a implodere, restituendo ai popoli la libertà di autodeterminarsi senza interferenze esterne.