Il 9 aprile scorso il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, dopo una sua visita di due giorni a Pechino, è stato ricevuto molto cordialmente dal Presidente cinese Xi Jinping dove hanno avuto modo di discutere sulle attuali questioni calde in corso nell'attuale scenario geopolitico.
Uno dei punti fondamentali trattati è stato quello del "comportamento egemonico e intimidatorio" degli Stati Uniti nei confronti del mondo ed in seguito hanno concordato una visione comune sulla fine della guerra contro Gaza e il diritto alla costituzione di uno Stato Palestinese. Per quanto riguarda l'asse russo-cinese dall'incontro è nato il seguente accordo: "La Cina sosterrà lo sviluppo stabile della Russia sotto la guida di Putin. Pechino e Mosca continueranno a rafforzare la cooperazione strategica sulla scena mondiale e si forniranno un forte sostegno reciproco".
In pratica stiamo assistendo ad un continuo disfacimento di un'oligarchia globalista in preda ad un delirio di onnipotenza che sta commettendo errori su errori facendo spostare sempre più la Russia verso il dragone cinese, prima volta nella storia tra i due Paesi, situazione che porterà inesorabilmente ad una totale sconfitta dell'intero Occidente.









